Asilo

Settembre 5, 2017 Asilo

Oggi è stato il mio primo giorno d’asilo.

n tutti i sensi, perché da piccola io all’asilo non ci sono proprio voluta andare. A nulla sono valsi i tentativi dei miei genitori, allora giovani, pieni di forze e di speranze. Io non volevo nemmeno togliermi il cappottino.

Mi ritrovavano dopo ore copertissima e immusonita e alla fine alla domanda che rivolsi a mia madre sul perché mia sorella minore (neonata) potesse restare a casa con lei ed io no, capitolarono.
Quindi oggi ho preso Corinna per mano e siamo entrate. Sembrava di essere al mercato. Grida, corse, borse e zainetti, calzini antiscivolo, mamme tante, papà alcuni, lacrime copiose. Entro proprio mentre portano via Ettore (nome di fantasia) dalla sua mamma. Lei mi guarda e cerca il mio appoggio visivo, io mi lancerei all’inseguimento con l’enfasi di un’ Anna Magnani fiera e spettinata, ma resto ferma e forse faccio una faccia da bovino, non so perché trattengo la naturale empatia, forse perché so che presto io sarò lei, poi per fortuna mi chiamano ed entriamo.
Il mondo interno di un asilo è puffosissimo. Corinna si aggira con la padronanza di un single all’Ikea, guarda, tocca tutto, mette i giocattoli in disordine.
Io parlo con la sua futura maestra di cibo e nanne e attività varie, lei intanto suona le maracas, percuote Winnie the Pooh, entra nelle classi, si avvicina ai bambini, loro non se la filano, lei non si demoralizza, infila un dito quasi nell’occhio di uno abbronzato e scalzo. Trattengo il respiro, per fortuna l’ha mancato. Lui non la guarda nemmeno.
Non la seguo nelle escursioni, ad un certo punto me la riportano, ha dipinta in volto la stessa sadica espressione delle bambole dei film “di paura”, prende una penna dalle mani della maestra e comincia a tracciare geroglifici su un foglio, poi sulla sua gamba. È felice. Il mio primo giorno d’asilo in fin dei conti è andato bene. Nessun bambino è stato maltrattato durante le riprese. (Sollievo, titoli di coda).